Novità gennaio 2009



• Compensi e indennità

• Atti giudiziari: imposta
di registro e contributo unificato

Attività giudiziaria e imposizione tributaria

 

• Illecito e provvedimenti dell’autorità giudiziaria:
riflessi fiscali

• Fallimento
e vendite giudiziarie

ATTIVITA' GIUDIZIARIA
E IMPOSIZIONE TRIBUTARIA

Di sicuro interesse per i Professionisti che a diverso titolo effettuano prestazioni di servizi in favore dell’autorità giudiziaria (avvocati, commercialisti, medici ecc.), questo volume affronta le diverse problematiche di "fiscalità giudiziaria": da un lato, si occupa dei redditi che si producono all’interno dell’attività giudiziaria, dall’altro tratta la questione dell’assoggettabilità ad Iva delle prestazioni di servizi eseguite ovvero dell’applicabilità di specifiche esenzioni.

La trattazione inoltre esamina i diversi tributi di carattere giudiziario, quali l’imposta di registro sugli atti giudiziari, il contributo unificato di iscrizione a ruolo, le disposizioni riguardanti le vendite giudiziarie e le procedure fallimentari.

Aggiornato con le ultime novità normative, il testo è articolato in quattro parti:

PARTE I – IL TRATTAMENTO TRIBUTARIO DI COMPENSI E INDENNITÀ EROGATI DALL’AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA
1. Attività giudiziaria e imposizione sul reddito: • L’organizzazione giudiziaria quale ambiente giuridico all’interno del quale si formano redditi di diversa natura, prevalentemente riconducibili a rapporti di lavoro dipendente o autonomo • La distinzione fra reddito di lavoro dipendente e reddito di lavoro autonomo con riferimento alle diverse tipologie di prestazioni lavorative poste in essere nell’ambito dell’organizzazione giudiziaria • La determinazione del reddito da lavoro per i magistrati e gli altri dipendenti dell’amministrazione giudiziaria. La questione dei rimborsi spese corrisposti ai dipendenti  • I redditi erogati dai giudici di pace, agli esperti dei Tribunali di sorveglianza, ai membri delle Commissioni tributarie e le altre indennità per pubbliche funzioni • I redditi derivanti dallo svolgimento di attività di perito, consulente, custode, interprete giudiziario, testimone • I redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa. Configurabilità per le attività non costituenti pubblica funzione
2. Le spese di giustizia tra Iva e Irap: • Organizzazione giudiziaria e compensi che assumono rilevanza ai fini dell’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto • Riflessi dell’erogazione di compensi da parte dell’amministrazione della giustizia nell’ambito dell’imposta regionale sulle attività produttive
3. Il regime Iva delle consulenze rese in ambito giudiziale: il caso delle consulenze medico-legali: • Il consulente tecnico nel rito processuale • Il regime Iva delle consulenze medico-legali secondo il quadro normativo ante Finanziaria 2008 • Il contributo della Corte di Giustizia delle Comunità Europee alla delimitazione dell’esenzione disposta dall’art. 13, parte A, n. 1, lett. c), della VI Direttiva e la posizione assunta nel 2005 dall’Agenzia delle entrate • Osservazioni critiche sulla circolare 28 gennaio 2005, n. 4/E dell’Agenzia delle entrate • La condotta del contribuente a seguito della pubblicazione della circolare n. 4/E • L’assoggettamento ad Iva delle prestazioni professionali specifiche di medicina legale nella Finanziaria per il 2008

PARTE II – L’IMPOSIZIONE DEGLI ATTI GIUDIZIARI TRA IMPOSTA DI REGISTRO E CONTRIBUTO UNIFICATO DEGLI ATTI GIUDIZIARI
4. L’imposta di registro sugli atti giudiziari: • Attività giudiziaria e imposizione tributaria: osservazioni generali  • La registrazione degli atti giudiziari: il principio dell’unicità della tassazione nei diversi gradi di giudizio e il meccanismo applicativo del tributo 80 • Le diverse categorie di atti giudiziari soggetti a registrazione obbligatoria in termine fisso
5. L’inosservanza di norme tributarie relative ad atti del procedimento penale: • La ratio della disposizione di cui all’art. 186 c.p.p. vigente  • I precedenti normativi: dall’art. 44, comma 2°, del R.D. 30 dicembre 1923, n. 3628 alla riformulazione dell’art. 186 c.p.p. del 1930 ad opera dell’art. 5 della l. 18 giugno 1955, n. 517  • L’irricevibilità degli atti processuali penali privi delle c.d. “marche Cicerone” e la sentenza costituzionale n. 82/1966 • La confermata irrilevanza processuale della violazione di norme tributarie nell’art. 186 c.p.p. del 1988 e l’estensione ad ogni tipo di imposte e tasse 106 • Le nuove previsioni contenute nel “Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia”
6. Il contributo unificato di iscrizione a ruolo degli atti giudiziari: • Il contributo unificato di iscrizione a ruolo degli atti giudiziari: gli assetti normativi • Segue: Liquidazione e accertamento del contributo unificato • La natura di imposta sostitutiva del contributo unificato e l’attrazione delle controversie nell’ambito della giurisdizione delle Commissioni tributarie
7. La riscossione del contributo unificato di iscrizione a ruolo: • Soggetti obbligati al versamento del contributo unificato • I sistemi di versamento: il versamento volontario e quello coattivo • Il rimborso del contributo unificato • La riforma del sistema di riscossione: l’istituzione di Equitalia • Il procedimento di riscossione del contributo unificato • Segue: Pagamento delle somme iscritte a ruolo • Segue: La sospensione amministrativa della riscossione in materia di contributo unificato
PARTE III – LA DIMENSIONE DELL’ILLECITO E I PROVVEDIMENTI DELL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA E RIFLESSI FISCALI
8. I redditi dei beni assoggettati a sequestro o confisca: • Il regime fiscale dei proventi illeciti: profili ricostruttivi • La tassazione dei proventi illeciti secondo l’art. 14, comma 4, della l. 24 dicembre 1993, n. 537 • Sequestro e confisca penale quali condizioni ostative al prelievo fiscale • I provvedimenti ablatori previsti dal quarto comma dell’art. 14. La confisca e la rilevanza del suo momento di attuazione • Le problematiche relative al sequestro penale
9. Proventi illeciti e indeducibilità dei costi da reato: • Il generale principio della tassazione dei proventi illeciti tra difficoltà applicative ed esigenze di certezza: le problematiche connesse all’incerta  qualificazione dei proventi illeciti. La riconduzione del provento illecito  “atipico” alla categoria dei “redditi diversi”: l’art. 36, comma 34-bis, del d.l. n. 223/2006 • La non deducibilità dei costi riconducibili ad attività penalmente illecite: il comma 4-bis dell’art. 14 della l. n. 537/1993  • Il principio generale della deducibilità dei costi e delle spese afferenti la produzione del reddito e quello particolare dell’indeducibilità dei costi  riconducibili ad illecito penale
I costi “illeciti” e i costi “leciti” sostenuti in attività “illecite” • Segue: Attività illecita ab origine ed illiceità sopravvenuta • I costi “illeciti” sostenuti in attività “lecite” • Segue: La vexata quaestio dell’indeducibilità degli oneri sanzionatori. • I costi sostenuti a seguito dell’illecito e la clausola di salvaguardia dell’esercizio dei diritti costituzionalmente riconosciuti
PARTE IV – FALLIMENTO E VENDITE GIUDIZIARIE
10. Procedure fallimentari e imposizione tributaria: • Il fallimento e le imposte sul reddito • Il frazionamento del periodo d’imposta e la determinazione dei redditi del fallimento • I componenti di reddito influenzate dalle procedure concorsuali • La transazione fiscale
 11. Il regime fiscale delle vendite giudiziarie: • La vendita forzata: caratteri generali • Vendite giudiziarie e reddito d’impresa: effetti sul debitore esecutato • Segue: Effetti sui creditori • L’applicazione dell’Iva alle vendite coattive di beni immobili • L’applicazione dell’Iva alle vendite coattive di beni mobili • Vendite forzate fallimentari • Trasferimenti forzosi, richiesta di benefici fiscali e dacadenza dai medesimi • Determinazione della base imponibile

» A. Uricchio, Preside della II Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Bari, Ordinario di diritto tributario, Docente della Scuola Superiore dell'Economia e delle Finanze.

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