Novità dicembre 2012



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Cattiva manutenzione delle strade

Con rassegna
giurisprudenziale,
organizzata
in ordine cronologico e
caratterizzata dai percorsi
di lettura che evidenziano
i più recenti orientamenti
dei giudici di legittimità
e di merito



CATTIVA MANUTENZIONE DELLE STRADE:
LA RESPONSABILITA' DELLA P.A. NELLA GIURISPRUDENZA

La responsabilità civile dei Comuni, dell’Anas nonchè dei gestori e manutentori di strade e autostrade nella vasta casistica giudiziale riguardante l’omessa o cattiva manutenzione del manto stradale con particolare approfondimento delle tipologie di insidie e di danni, di soggetti responsabili, di onere della prova.

Questo nuovo Manuale illustra le variegate fattispecie in materia in ogni aspetto di diritto e pratica processuale tramite:

1. La responsabilità civile della pubblica amministrazione per omessa o cattiva manutenzione di strade
1.1. Questioni giurisprudenziali
1) La p.a. incontra limiti all’esercizio dei suoi poteri discrezionali in relazione alle attività di vigilanza e controllo dei beni demaniali? Se sì, a quali condotte è tenuta la p.a.?
2) Quali sono i caratteri costitutivi dell’insidia? Come deve essere valutata dal Giudice?
3) La p.a. può invocare la discrezionalità amministrativa per sottrarsi alla propria responsabilità da cosa in custodia?
 4) Quali sono i riflessi che l’insidia presenta sotto il profilo probatorio?
5) L’insidia è ascrivibile esclusivamente al fatto del custode o anche di terzi? In caso di risposta affermativa, in che rapporti la stessa si pone con la responsabilità del proprietario/custode?
 
2. L’impostazione tradizionale: la responsabilità civile della pubblica amministrazione proprietaria di strade va ricondotta nei meandri del generale principio del neminem laedere
2.1. L’insidia stradale: un innesto nell’art. 2043 c.c. di matrice pretorile. Quando il custode è la pubblica amministrazione mutano le regole del gioco
2.2. I caratteri dell’insidia: l’imprevedibilità e la non visibilità
2.3. La casistica in materia di insidia. Una particolare ipotesi di insidia o trabocchetto: la mancanza o difetto di segnaletica
2.4. Il ripudio dell’insidia da parte della Suprema Corte
2.5. La successiva conferma da parte della giurisprudenza dell’orientamento che afferma la necessità dell’insidia ai fini
dell’imputabilità della responsabilità civile della p.a.
2.6. Questioni giurisprudenziali
1) Nell’ambito della responsabilità aquiliana prevista dall’art. 2043 c.c., quali caratteri assume l’insidia stradale?A che scopo tale figura è stata introdotta?
2) Ove un cartello segnaletico collocato nei pressi di un incrocio non venga ripristinato dall’amministrazione, cui spetta la manutenzione delle strade pur essendo stato abbattuto da ignoti, ed in conseguenza due autoveicoli entrino in collisione, è ipotizzabile una situazione di insidia con conseguente responsabilità della p.a.?
3) In adempimento dei suoi doveri di assicurare la sicurezza dei pedoni e di vigilare sulla manutenzione delle pubbliche vie e degli elementi che le compongono, come si articola l’onere probatorio gravante a suo carico?
4) Sussiste la responsabilità del Comune per i danni causati a terzi da oggetti pericolosi presenti sulle strade comunali ? In presenza di quali caratteri una strada si considera di proprietà del Comune?
5) Il danno da cosa in custodia è fonte di responsabilità oggettiva o per colpa nei confronti della p.a.? In caso di risposta affermativa, esso è invocabile in relazione ad ogni tipologia di bene demaniale?
6) Esistono elementi in grado di far ritenere esclusa ovvero escludibile, già in astratto, la responsabilità della p.a. per danni da cosa in custodia? Quali sono, al contrario, gli eventuali elementi, speculari rispetto ai primi, invece da ritenersi quali sintomatici dell’esistenza di tale ipotesi di responsabilità ? Ai fini dell’eventuale attitudine lesiva del bene demaniale,
rileva la condizione inerte ovvero di movimento da esso assunta nelle circostanze del sinistro?
7) Quali sono i presupposti che determinano il sorgere della responsabilità da cose in custodia ex art. 2051c.c.? A quali profili della fattispecie essi ineriscono?
8) Quali elementi fattuali il Giudice di merito deve verificare al fine di ritenere positivamente accertata la sussistenza, in favore della pubblica amministrazione, della custodia e quindi dell’effettivo potere di fatto o signoria sul bene demaniale, al fine di statuirne la responsabilità ai sensi dell’art. 2051 c.c.?
9) Le dimensioni del bene di proprietà della pubblica amministrazione e del quale esso soggetto pubblico ha l’effettiva disponibilità rappresentano un elemento rilevante ai fini del riconoscimento della sua responsabilità da cosa in custodia?

3. L’orientamento intermedio della Suprema Corte: è configurabile la responsabilità del custode in capo alla p.a. ma solo in presenza di determinate condizioni
3.1. Questioni giurisprudenziali
1) Allorquando il bene demaniale o patrimoniale da cui si sia originato l’evento dannoso risulti adibito all’uso diretto da parte della collettività (anche per il tramite di pagamento di una tassa o di un corrispettivo) e si presenti di notevole estensione può dirsi automaticamente esclusa l’applicabilità dell’art. 2051 c.c. nei confronti della p.a. ovvero del soggetto gestore? Ove tali caratteri risultino tutti presenti nella fattispecie concrete, quale rilevanza possiedono?

4. L’orientamento minoritario: l’art. 2051 c.c. si applica anche se il custode è un ente pubblico
4.1. Questioni giurisprudenziali
1) Quali obblighi derivano in capo al Comune dalla titolarità, in suo favore, del diritto di proprietà sulle strade pubbliche?
2) Come vengono ad essere ripartiti, in base alla vigente legislazione di settore, gli obblighi di provvedere alla manutenzione e pulizia non solo della sede stradale e delle sue pertinenze, ma anche delle zone circostanti ma estranee a queste ultime?
3) La presunzione di responsabilità della p.a. ai sensi dell’art. 2051 c.c. opera in relazione a qualsiasi situazione di pericolo che si verifichi sulle strade di sua proprietà? La maggiore o minore estensione del bene demaniale rileva a tal fine?
4) In che termini l’ente pubblico proprietario della strada è tenuto ad attivarsi per garantire la sicurezza della circolazione, di veicoli a motore e pedoni, sulle strade di sua proprietà?

5. L’applicabilità dell’art. 2051 c.c. al proprietario del demanio stradale alla luce dei recenti interventi della Corte di Cassazione
5.1. Natura e fondamento della responsabilità da cose in custodia
Tesi della presunzione di responsabilità
5.2. Tesi della presunzione di colpa
5.3. Nesso causale tra cosa e danno e la nozione di caso fortuito. Tesi oggettiva del fortuito. Tesi soggettiva del fortuito
5.4. L’art. 2051 c.c. e la pericolosità della cosa
5.5. La nozione di custodia. Aspetti generali. La custodia del demanio stradale
5.6. Onere della prova. Profili generali. L’onus probandi in caso di omessa o cattiva manutenzione del demanio stradale
5.7. Questioni giurisprudenziali
1) È ammissibile un concorso tra causa umana e causa naturale del medesimo evento dannoso?
2) La custodia cui l’art. 2051 c.c. obbliga il soggetto in essa indicato è assimilabile all’obbligo previsto dal codice civile a carico del depositario? Il caso fortuito a quale profilo attiene?
3) Il Giudice del merito come deve valutare se il fattore esterno sia in possesso di idoneità causale autonoma al fine della eventuale interruzione del nesso causale?
4) Al fine di accertare la responsabilità di cui all’art. 2051 c.c., quale rilevanza possiedono elementi quali la colpa del custode e la pericolosità della cosa?
5) Quali sono le conseguenze della mancata individuazione e/o della persistente incertezza circa la causa concreta del danno?
6) Cosa deve intendersi per custodia? La effettiva sussistenza di essa come deve essere valutata da parte del Giudice del merito? È ravvisabile una insidia anche nell’esercizio di tale attività da parte del custode?
7) Come deve intendersi il c.d. fortuito concorrente? Quali riflessi possiede sul nesso causale?
8) In quali ipotesi può dirsi applicabile, agli enti pubblici  proprietari o manutentori di strade aperte al pubblico, la disciplina dettata dall’art. 2051 c.c. con il relativo regime di responsabilità?
9) Può il Giudice del merito procedere d’ufficio all’accertamento della esistenza del caso fortuito pur in presenza della contumacia del custode?
10) L’eventuale pericolosità della cosa in custodia rileva ai fini del riconoscimento dell’esistenza della responsabilità prevista dall’art. 2051 c.c.?
11) In presenza di quali concreti elementi della fattispecie può dirsi sussistente il potere di custodia sul bene demaniale in favore della p.a. proprietaria di esso?
12) Cosa è tenuto a provare il soggetto che agisce per il risarcimento, ai sensi dell’art. 2051 c.c., dei danni assunti sofferti in conseguenza della condizione in cui si trovava il manto stradale?

6. La svolta della giurisprudenza. Le note sentenze nn. 3651 e 5445 del febbraio-marzo 2006

6.1. Questioni giurisprudenziali
1) La p.a. può vincere la presunzione di responsabilità  posta a suo carico ex art. 2051 c.c. dimostrando l’assenza di propria colpa quale caso fortuito? In caso affermativo, tale prova attiene ad un profilo soggettivo ovvero oggettivo?
2) È possibile ricondurre l’insidia, che costituisce fonte di pericolo occulto, nel perimetro applicativo della previsione di cui all’art. 2043 c.c.?
6.2. Il mutamento di rotta della Suprema Corte: la responsabilità del custode si applica alla p.a., ma ha natura oggettiva
6.3. Questioni giurisprudenziali
• Quale carattere assume la responsabilità ex art. 2051 c.c. della pubblica amministrazione per i danni cagionati da beni demaniali effettivamente sotto la custodia della predetta p.a.? Quali sono i presupposti fattuali per la sua concreta configurabilità? In tale  ambito, assume un qualche rilievo la condotta del custode? L’esimente del caso fortuito attiene al profilo soggettivo ovvero a quello oggettivo della fattispecie?
• Il comportamento colposo del danneggiato è idoneo ad escludere la responsabilità della p.a.? In caso di risposta affermativa, in tutto o solo in parte? Tale condotta assume rilievo diverso a secondo che alla p.a. venga imputata la responsabilità ex art. 2051 c.c. ovvero ex art. 2043 c.c.?

7. La quadratura del cerchio: Cass. civ., sez. III, 28 giugno 2012, n. 10860

7.1. Questioni giurisprudenziali
1) Il custode dei beni pubblici risponde in modo diverso da quello di beni privati per i danni provocati dalla cosa? La natura e la tipologia delle cause del danno spiegano identica efficacia in relazione sia al custode pubblico sia a quello privato?
2) Quale natura assume la responsabilità prevista dall’art. 2051 c.c.? In conseguenza di essa, come viene ad essere ripartito tra le parti l’onere probatorio? Assume qualche rilevanza la diligenza del custode?

8. Criteri risarcitori e danni risarcibili. I recenti interventi della Cassazione ridisegnano il sistema risarcitorio: riflessi in tema di responsabilità da cose in custodia
8.1. Questioni giurisprudenziali
1) È ammissibile il riconoscimento del danno esistenziale in favore di un soggetto che ha subito, quale conseguenza di un incidente, lesioni personali di estrema gravità?
2) Quali sono gli elementi che il Giudice del merito deve tenere in dovuta considerazione ai fini di personalizzare il danno biologico onde realizzare l’effettivo integrale risarcimento del danno?
3) Da quale fattore è condizionato il riconoscimento, in favore degli eredi della vittima di un incidente stradale, del risarcimento del danno morale jure haereditatis?

9. L’affidamento in appalto della manutenzione stradale
9.1. Tesi della corresponsabilità
9.2. Tesi della responsabilità esclusiva del Comune con azione di rivalsa
9.3. Tesi della responsabilità esclusiva dell’appaltatore
9.4. Questioni giurisprudenziali
1) A che titolo la ditta appaltatrice della esecuzione di lavori sulla pubblica via risponde dei danni causati agli utenti da tale sua attività? Quale natura assume la sua responsabilità?
2) In quali circostanze l’appaltatore risponde quale esclusivo responsabile dei danni causati a terzi dalla presenza di un cantiere? Quando invece si configura una sua responsabilità in concorso con la p.a. appaltante?
3) La responsabilità della p.a. per omessa o carente manutenzione stradale è esclusa dall’affidamento in appalto di tale attività ad una impresa?
4) In materia di appalto di opere pubbliche, quali sono i presupposti perché possa configurarsi una responsabilità concorrente dell’amministrazione committente?
5) Anche in presenza di appalto, può la ditta appaltatrice ritenersi obbligata all’apposizione della segnaletica stradale ove detto contratto non lo preveda espressamente ? In assenza di tale previsione, ricade su altri soggetti tale incombente? Con quali conseguenze in caso di suo inadempimento?

10. La responsabilità del gestore di autostrade
10.1. Natura giuridica della responsabilità del concessionario di autostrade
10.2. Il gestore di autostrade è custode ai sensi dell’art. 2051 c.c.?
10.3. Questioni giurisprudenziali
1) Qual è la natura del rapporto che si instaura tra utente dell’autostrada e gestore autostradale con il pagamento del pedaggio? Quali sono le conseguenze che l’accertamento di tale natura produce sotto il profilo dell’onere della prova?
2) Agli enti pubblici proprietari di strade aperte al pubblico transito è sempre applicabile l’art. 2051 c.c. indipendentemente dalla natura della situazione di pericolo, nonché dalla estensione della strada?
3) Quali obblighi gravano sugli enti proprietari delle strade? Da cosa discendono? Sono inderogabili?
4) È legittimo, per gli utenti dell’autostrada, mantenere una velocità non particolarmente moderata, anche se nei limiti imposti dalla legge e dalle norme di comune prudenza in relazione alle situazioni contingenti? Allorquando la velocità tenuta dall’utente, pur se non particolarmente ridotta, rispetti tali parametri, è comunque in grado di escludere il nesso
causale, integrando il fortuito di cui all’art. 2051 c.c.?
5) L’art. 2051 c.c. è sempre applicabile al gestore autostradale? In caso contrario, come è disciplinata la responsabilità di tale ultimo soggetto?
6) Quali sono i presupposti per l’applicazione dell’art. 2051 c.c. ai proprietari e/o  concessionari delle autostrade?
7) Qual è il contenuto della prova liberatoria che il gestore autostradale deve fornire per sottrarsi alla responsabilità da cosa in custodia?
8) La repentina formazione di ghiaccio sulla sede stradale è idonea ad integrare gli estremi del caso fortuito?

11. Concorso di colpa della vittima
11.1. Questioni giurisprudenziali
1) Quali sono i rapporti tra la responsabilità colposa della p.a. in caso di insidia o trabocchetto stradale ed una eventuale condotta colposa concorrente del danneggiato? L’eventuale condotta anomala di quest’ultimo incide sul nesso causale? In caso di risposta affermativa, in che modo?
2) Le misure di sicurezza stradale previste dagli artt. 31 ss. del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada, per il segnalamento e la delimitazione dei cantieri, sono in grado di incidere sull’eventuale condotta colposa concorrente del danneggiato?
3) La prova del fortuito, che la p.a., quale custode, è tenuta a fornire per andare esente da responsabilità ex art. 2051 c.c., può essere fornita anche con il ricorso a presunzioni nel caso in cui si assume che detta esimente sarebbe stata integrata, nel caso concreto, dalla condotta colposa del danneggiato?
4) Il Giudice del merito può accertare di sua iniziativa la sussistenza di una eventuale condotta colposa concorrente del danneggiato, indipendentemente dalle allegazioni della parte interessata a farla valere?
5) La condotta abnorme del danneggiato, a maggiore ragione se volontaria, costituisce causa di esclusione in ogni caso della responsabilità del custode ex art. 2051 c.c.?
6) Quali conseguenze produce, sul nesso causale, la condotta del danneggiato che, camminando in un luogo, dotato di illuminazione in cui, al tempo stesso, sono presenti ostacoli obiettivamente visibili, cada al suolo riportando lesioni?

12. La manutenzione delle strade campestri a vocazione ciclabile. Responsabilità dell’ente proprietario per sinistri. La manutenzione delle strade vicinali

13. Responsabilità per i danni fauna selvatica e randagismo

13.1. Questioni giurisprudenziali
A) Strade vicinali e piste ciclabili
1) Quali caratteri deve possedere una strada per essere ricompresa nella categoria delle vie vicinali pubbliche, la cui assenza invece ne determina la qualifica di strada vicinale privata?
2) Il Comune può ritenersi responsabile per i danni subiti dai cittadini sulle strade vicinali private in conseguenza della omessa e/o carente manutenzione delle stesse? Chi sono i soggetti tenuti a provvedere alla manutenzione di tali strade?
3) L’esistenza di una insidia su di una pista ciclabile è suscettibile di essere valutata, da parte del Giudice di merito, alla stessa stregua di analoga situazione presente su qualsiasi altra strada?
4) Il proprietario della pista ciclabile risponde nei confronti degli utenti di essa per i danni riportati da costoro ai sensi dell’art. 2043 c.c. ovvero dell’art. 2051 c.c.?
B) Randagismo e fauna selvatica
1) Sussiste la legittimazione passiva del Comune nel giudizio per il risarcimento dei danni causati da cani randagi?
2) Deve ritenersi che i compiti di organizzazione, prevenzione e controllo del fenomeno del randagismo, onde evitare che cani randagi siano causa di danni alle persone, siano ancora di competenza esclusiva delle Asl?
 3) La responsabilità del Comune per i danni subiti dalle persone circolanti sulle strade cittadine ad opera di cani randagi, in conseguenza della omessa adozione, da parte del predetto ente, delle necessarie misure a tal fine, può essere attenuata o addirittura esclusa in
considerazione di elementi quali debolezza e sensibilità della vittima ovvero la taglia minuta dell’animale?
4) A quale normativa deve fare riferimento il Giudice del merito al fine di stabilire il soggetto effettivamente responsabile per i danni provocati da cani randagi?
5) Qual è il soggetto pubblico responsabile per i danni provocati da animali selvatici a persone e/o cose? È configurabile una responsabilità concorrente tra più  soggetti?

Formulario

1. Atto di citazione innanzi al Tribunale contro il gestore autostradale
2. Atto di citazione innanzi al Tribunale contro l’ANAS
3. Atto di citazione innanzi al Tribunale contro il Comune (I esempio)
4. Atto di citazione innanzi al Tribunale contro il Comune (II esempio)
5. Atto di citazione innanzi al Giudice di pace contro l’ANAS
6. Atto di chiamata in causa della ditta appaltatrice dei lavori di manutenzione
7. Comparsa di costituzione e risposta del Comune innanzi al Tribunale
8. Comparsa di costituzione e risposta dell’ANAS contro il Tribunale
9. Comparsa di risposta con chiamata di terzo del Comune innanzi al Tribunale
10. Comparsa di risposta del gestore di autostrade con chiamata di terzi in causa
11. Comparsa di costituzione e risposta del Comune innanzi al Giudice di pace
12. Atto d’appello innanzi al Tribunale contro la sentenza del Giudice di pace
13. Atto d’appello innanzi alla Corte d’Appello contro la sentenza del Tribunale
14. Comparsa di risposta in appello del danneggiato
15. Ricorso per Cassazione contro il Comune
16. Memoria di replica dell’attore danneggiato
17. Comparsa conclusionale dell’attore danneggiato
18. Raccomandata per risarcimento danni ex art. 2051 c.c.
19. Raccomandata per risarcimento danni ex art. 2043 c.c.
20. Atto di costituzione di parte civile nel procedimento penale a carico dell’appaltatore incaricato della manutenzione stradale

Facilitano la consultazione l’indice sistematico e due indici alfabetici: generale e della giurisprudenza ragionata.

Utilissimo inoltre il Cd-Rom allegato che replica il formulario per favorirne la libera personalizzazione e stampa.

» G. Cassano, Avvocato, direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’ESE, apprezzato autore di opere giuridiche.

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