Novità ottobre 2012



LA NUOVA RCA


• Il risarcimento
del danno biologico
da lesioni di lieve entità
dopo la legge
24 marzo 2012, n. 27


• Mediazione obbligatoria
e sinistri stradali

LA NUOVA R.C.A.
DOPO LA LEGGE 27/2012

La legge 24 marzo 2012 n. 27 ha modificato l'articolo 139 del Codice delle Assicurazioni private, in merito all'interpretazione del danno biologico e le lesioni di lieve entità e il loro accertamento clinico strumentale obiettivo.
 

Questa nuova opera esplica nella prima parte le novità introdotte dalla L. 27/2012 ed effettua un’analisi critica delle motivazioni processualmente valide per avvalorare le richieste nelle controversie in materia di r.c.a, per il risarcimento del danno biologico da lesioni di lieve entità, in particolar modo del cosiddetto “colpo di frusta”, a tutela effettiva dei soggetti danneggiati.

Completato nella seconda parte da un approfondimento sulle problematiche processuali per la partecipazione in mediazione obbligatoria per i sinistri stradali, il volume è così strutturato:

PARTE I - IL RISARCIMENTO DEL DANNO BIOLOGICO DA LESIONI DI LIEVE ENTITÀ DOPO LA LEGGE 24 MARZO 2012, N. 27
(Commento al nuovo art. 139 del Codice delle Assicurazioni Private)

Capitolo I – L’ennesima riforma filo-assicurativa del danno biologico da micropermanenti r.c.a.: il nuovo art. 139 Cod. Ass. Priv.
1. Le novità bipartisan introdotte dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 sul fronte del danno biologico da lesioni di lieve entità da sinistri stradali: l’iter legislativo, la ratio legis e le nuove disposizioni
2. Un’ulteriore svolta filo-assicurativa
3. Il nuovo art. 139 Cod. Ass. Priv. e il problema della prova del danno biologico permanente da “colpo di frusta” (dall’approccio tradizionale alle soluzioni rinvenute dalla legge n. 27/2012): la portata e la natura della riforma
3.1. Il problema medico-legale e giuridico della prova del danno biologico da “colpi di frusta”: considerazioni generali
3.2. Il nuovo art. 139 Cod. Ass. Priv.: un’innovazione giuridica del regime probatorio oppure la mera fine di determinate prassi medico-legali?
4. Il nuovo art. 139 Cod. Ass. Priv.: profili critici e contraddittori
4.1. Le nozioni di “accertamento visivo”, “accertamento strumentale”, “accertamento clinico” e “accertamento obiettivo”
4.2. Criteri diversi od uniformi per il risarcimento del danno biologico permanente e del danno biologico temporaneo da lesione di lieve entità? Criteri privi di qualsivoglia buon senso e, dunque, vessatori? È possibile un’interpretazione costituzionalmente orientata delle due franchigie?
4.3. Quale “missione” per il medico legale in sede di consulenza tecnica? (il “falso problema”, dal punto di vista medico-legale, delle nozioni degli accertamenti individuati dal nuovo art. 139 Cod. Ass. Priv., del loro coordinamento e della loro funzione selettiva)
5. Su quali pregiudizi, patrimoniali e non patrimoniali, si riflette l’irrisarcibilità ex lege del danno biologico?
6. Quali possibili ricadute della legge n. 27/2012 fuori dal novero dei “colpi di frusta”?
7. L’applicazione ratione temporis del nuovo art. 139 Cod. Ass. Priv.: l’irretroattività delle franchigie
8. Applicazione ratione materiae: l’operatività dei limiti risarcitori introdotti dalla legge n. 27/2012 nei soli casi di sinistri stradali

Capitolo II – L’illegittimità costituzionale del nuovo art. 139 Cod. Ass. Priv.
1. La questione della legittimità costituzionale dell’art. 139 Cod. Ass. Priv. nella sua nuova formulazione
2. La disciplina settoriale per il risarcimento delle lesioni di lieve entità da sinistri stradali: le questioni di legittimità costituzionale già sollevate e rilevabili in relazione all’art. 139 Cod. Ass. Priv. prima della legge n. 27/2012
3. L’illegittimità costituzionale dell’art. 139 Cod. Ass. Priv. Dopo la legge n. 27/2012: i limiti posti dalla Costituzione al legislatore nella redazione di norme sulla tutela risarcitoria della salute
3.1. I limiti costituzionali nella legiferazione sulla tutela risarcitoria del bene salute
3.2. Le violazioni, da parte dell’art. 139 Cod. Ass. Priv. (precedente e nuova formulazione), degli artt. 2, 3, 24, 32 e 111 Cost.
3.3. L’illegittimità costituzionale ex art. 77, comma 2, Cost. dei commi 3-ter e 4-quater dell’art. 32 del decreto-legge n. 1/2012 introdotti dalla legge n. 27/2012

Capitolo III – Quali strategie, stragiudiziali e giudiziali, adottare dopo la legge n. 27/2012 per contrastare le franchigie poste dal nuovo art. 139 Cod. Ass. Priv.?
1. Davvero è la fine del contenzioso per i danni da “colpi di frusta”?
2. Informativa e patti chiari con i clienti-danneggiati dopo la legge n. 27/2012
3. La strategia giuridica per difendere il diritto del “microleso” al risarcimento integrale del danno
3.1. Le prove orali
3.2. L’interrogatorio libero della parte lesa
3.3. Quali quesiti a CC.TT.PP. e CC.TT.UU. medico-legali?

Capitolo IV – Micropermanenti: pregiudizi morali e danni patrimoniali
1. La liquidazione dei danni morali da micropermanenti nella giurisprudenza post Sezioni Unite del 2008
2. Pregiudizi patrimoniali

PARTE II - MEDIAZIONE OBBLIGATORIA E PROCEDURE LIQUIDATIVE STRATEGIE PER LA GESTIONE DEL CONTENZIOSO R.C.A. DOPO IL 21 MARZO 2012

Capitolo I – A quali controversie in materia di r.c.a. si applica ratione temporis la “mediazione obbligatoria”?
1. L’entrata in vigore dell’obbligatorietà della mediazione per le controversie in materia di risarcimento danni da sinistri stradali
2. La nozione di “processi successivamente iniziati” e l’incostituzionalità dell’art. 24 del decreto legislativo n. 28/2010
3. Le prime risposte della giurisprudenza di merito: il principio di scissione del momento perfezionativo della notificazione applicato alla disciplina della “mediazione obbligatoria”

Capitolo II – La “mediazione all’italiana” e l’assurda estensione della sua obbligatorietà alle controversie in materia di r.c.a.
1. La “mediazione all’italiana” e le sue divergenze dalle esperienze straniere e dal modello comunitario: chiarimenti preliminari
2. La mediazione come strumento di “politica del diritto” contro cittadini e danneggiati
3. Le ragioni specifiche che militano contro la “mediazione obbligatoria” nelle controversie in materia di r.c.a.: le scarse prospettive di successo per una procedura costosa (non solo per i danneggiati) e che si aggiunge alle procedure liquidative imposte dal Codice delle Assicurazioni Private (con conseguente ulteriore  dilatazione dei tempi di accesso alla tutela risarcitoria effettiva)

Capitolo III – Incostituzionalità e contrarietà alla direttiva 2009/103/CE della “mediazione obbligatoria” nella r.c.a.
1. I profili di illegittimità costituzionale della “mediazione obbligatoria” nella r.c.a
1.1. La violazione degli artt. 76 e/o 77, comma 1, Cost. (la manifesta gravità della violazione di tali norme con riferimento specifico alle controversie in materia di r.c.a.)
1.2. La manifesta violazione dell’art. 3 Cost.
1.3. L’incostituzionalità ai sensi degli artt. 24 e 111 Cost. (cfr. anche art. 6, § 1, Convenzione europea dei diritti e delle libertà fondamentali dell’uomo e art. 47, Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea)
2. Può il diritto dell’Unione europea salvare la “mediazione obbligatoria”?
2.1. Nessuna legittimazione da parte della direttiva 2008/52/CE (ulteriori profili di incostituzionalità della “mediazione obbligatoria” ex artt. 76 e 77 Cost.)
2.1.1. Perché, alla luce della legge n. 69/2009, la direttiva 2008/52/CE non salva la “mediazione obbligatoria”?
2.1.2. Perché, alla luce della legge n. 88/2009, la direttiva 2008/52/CE non salva la “mediazione obbligatoria”?
2.2. L’incompatibilità della “mediazione obbligatoria” con i principi sanciti dalla Corte di Giustizia UE nella pronuncia del 18 marzo 2010
2.3. Onerosità contro obbligatorietà: l’opinione della Commissione europea del 2 aprile 2012 nella causa C-492/11
2.4. Last but not least: la contrarietà della “mediazione obbligatoria” alla direttiva 009/103/CE

Capitolo IV – Quali strategie nell’interesse e per la tutela effettiva dei danneggiati da sinistri stradali?
1. Premessa: una questione di scelta tra percorsi alternativi
2. Quali strategie a tutela del cliente-danneggiato se si opta per avviare il procedimento di mediazione?
2.1. Le procedure liquidative ex Cod. Ass. Priv. e le novità introdotte dalla legge n. 27/2012
2.2. Il coordinamento delle procedure liquidative con il procedimento di mediazione
3. L’instaurazione del giudizio senza il previo esperimento del procedimento di mediazione: strategie, scenari e principi
3.1. Prima udienza: nessuno eccepisce l’omessa effettuazione della mediazione con la  conseguenza che il procedimento prosegue
3.2. Prima udienza: l’imprescindibile interpretazione costituzionalmente orientata della condizione di procedibilità della domanda recata dall’art. 5, comma 1 del decreto legislativo n. 28/2010
3.3. Seconda udienza e mancato esperimento del procedimento di mediazione nonostante l’invito del giudice in prima udienza alla sua effettuazione: il giudizio non può che proseguire
3.4. Quali scenari processuali?
3.5. Controversie r.c.a. avanti i giudici di pace: il tentativo di conciliazione previsto dall’art. 320 c.p.c. supplisce al mancato esperimento della “mediazione obbligatoria”?
4. Minori e soggetti incapaci di intendere e di volere: inapplicabilità della “mediazione obbligatoria”
5. Accertamento tecnico preventivo e concessione di provvisionali dopo il decreto legislativo n. 28/2010
6. La mediazione è condizione di procedibilità anche per il procedimento sommario di cognizione?
7. “Mediazione obbligatoria” e processo penale


» M. Bona, Avvocato civilista specializzato in controversie nazionali ed internazionali in materia di responsabilità civile e danni alla persona.

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