Novità Maggio 2014

GUIDA operativa,
completa
ed approfondita
sul contenzioso
derivante dal rapporto
tra MEDICO e PAZIENTE

Rapporto medico-paziente: responsabilità e risarcimento del danno

Con QUESITI
e relative pronunce
della giurisprudenza

RAPPORTO MEDICO-PAZIENTE:
RESPONSABILITÀ E RISARCIMENTO DEL DANNO

Il volume rappresenta una Guida operativa, completa ed approfondita, sul contenzioso derivante dal rapporto tra Medico e Paziente. La responsabilità medico-sanitaria da molto tempo rappresenta una delle cause più diffuse di contenzioso giudiziario ed una delle materie con una maggiore evoluzione normativa e soprattutto giurisprudenziale. È, quindi, apparso utile realizzare un’opera che riassuma non solo il quadro attuale dell’istituto, ma anche i principi oramai acquisiti e le tematiche maggiormente controverse. All’interno del volume viene riportata un’ampia rassegna di pronunce giurisprudenziali suddivise per QUESITI, al fine di rendere più immediata la lettura e lo studio delle stesse.

Il volume è così strutturato:

Capitolo I
Il medico e la responsabilità del professionista

1. Il codice civile e le professioni intellettuali
2. Il rapporto cliente-professionista: il recesso
3. Obbligazioni di mezzi e obbligazioni di risultato, superamento dell’impostazione tradizionale
4. Riparto dell’onere della prova
Questioni giurisprudenziali (ai quesiti è collegata una sentenza)
Come può essere superata, dal medico, la presunzione di colpa che, ai sensi dell’art. 1218 c.c., grava sul medico nei cui confronti il paziente invochi la responsabilità professionale?
La responsabilità del preponente, anche ai sensi dell’art. 1228 c.c., degli eventuali danni subiti dal paziente che si rivolga ad una struttura sanitaria, sorge per il solo fatto dell’inserimento del medico in detta struttura?
Assume rilievo la continuità dell’incarico affidatogli, l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato?

Capitolo II
Un moderno approccio al tema della responsabilità del medico
1. Evoluzione della responsabilità medica
2. Inquadramento giuridico della responsabilità medica
3. Il cd. “decreto Balduzzi”
4. Un cenno al tema dell’onere della prova
5. Alcuni obblighi che gravano sul medico. Cenni
Questioni giurisprudenziali (ai quesiti è collegata una sentenza)
In tema di responsabilità contrattuale del medico nei confronti del paziente per danni derivanti dall’esercizio di attività di carattere sanitario, quale onere della prova grava sul paziente?
La colpa del sanitario, in termini di unitarietà della prestazione medica, ricorre anche nei casi di carenza di indicazioni di controlli medici nell’immediato post-operatorio?
Ha natura solidale o indipendente la responsabilità gravante sul medico e sulla casa di cura?
In cosa consiste il diritto al consenso informato?
Come va accertato il nesso di derivazione causale tra la condotta omissiva posta in essere dall’imputato in relazione ai dovuti accertamenti diagnostici e l’evento in concreto verificatosi?
La sottoscrizione di un modulo del tutto generico esclude la responsabilità del medico per violazione del dovere di informazione?
Quale natura ha la responsabilità dell’ente ospedaliero, gestore di un servizio pubblico sanitario, e del medico suo dipendente per i danni subiti da un privato a causa della non diligente esecuzione della prestazione medica?
Può ritenersi ugualmente pericolosa l’attività svolta dal Ministero della salute in relazione alla pratica terapeutica della trasfusione del sangue e dell’uso di emoderivati?
È configurabile una responsabilità del Ministero ai sensi dell’art. 2049 c.c., per effetto del quale il Ministero stesso dovrebbe rispondere degli eventuali fatti dannosi delle strutture sanitarie?
Si può asserire la responsabilità colposa del medico nel caso in cui viene accertato che la condotta posta in essere ha determinato la verificazione di quell’evento lesivo che regole cautelari di condotta miravano ad evitare?
Possono gli avvocati interni alle aziende sanitarie esercitare lo jus postulandi anche per conto delle gestioni liquidatorie?
Per quanto concerne la responsabilità della struttura sanitaria nei confronti del paziente, è irrilevante che si tratti di una casa di cura privata o di un ospedale pubblico?
In tema di responsabilità civile vi è equiparazione completa della struttura privata a quella pubblica? L’illecito lesivo dell’integrità psico-fisica della persona dà luogo al risarcimento del danno biologico?

Capitolo III
Evoluzione interpretativa in tema di danni risarcibili
1. Il ruolo centrale del dettato costituzionale
2. Elaborazione della figura del cd. danno biologico
3. L’ingiustizia del danno
4. Il soggetto tenuto al risarcimento del danno
5. La riparazione del danno alla luce di una interpretazione costituzionalmente orientata
6. Il tema del danno non patrimoniale
6.1. L’onere della prova
6.2. Il nesso di causa
7. La carta dei diritti soggettivi
8. Inadempimento e risarcimento
Questioni giurisprudenziali (ai quesiti è collegata una sentenza)
In tema di responsabilità medica e rapporto di causalità tra condotta ed evento, ai fini dell’imputazione causale dell’evento quali sono le condizioni per riferire materialmente l’evento ai sanitari? Nell’indagine sulla colpa, ai fini del giudizio di rimproverabilità personale, che cosa rileva?
Com’è giuridicamente qualificabile la responsabilità da intervento medico?
Com’è ripartito l’onere probatorio tra danneggiato e medico?
Trattandosi di obbligazione professionale è pretesa la diligenza ordinaria del buon professionista. In che termini va valutata tale diligenza?
È configurabile una legittimazione propria del minore malformato a vedersi risarcire i danni conseguenti alla mancata informazione alla genitrice delle malformazioni?
È legittimato il padre ad agire per il risarcimento dei danni provocatigli dall’inadempimento del medico dell’obbligo di informare la madre dello stato di salute del feto?
Il medico che operi all’interno di una clinica privata, sia o meno dipendente della stessa, ha sempre il dovere di informare il paziente di eventuali carenze o limiti organizzativi o strutturali della clinica stessa?
Qualora non provveda è responsabile in solido con la clinica del danno patito dal paziente in conseguenza di quel deficit organizzativo o strutturale?
In tema di responsabilità professionale del medico, qualora l’azione o l’omissione siano in se stesse concretamente idonee a determinare l’evento, il difetto di accertamento del fatto astrattamente idoneo a escludere il nesso causale tra condotta ed evento può essere invocato da chi quell’accertamento avrebbe potuto compiere e non l’abbia, invece, effettuato?
Nel caso di giudizio instaurato dal soggetto danneggiato nei confronti di uno (o solo di alcuni), e non di tutti i corresponsabili dell’evento lesivo, è violato il principio del contraddittorio?
La limitazione di responsabilità alle ipotesi di dolo e colpa grave di cui all’art. 2236 c.c., comma 2, quando ricorre?
Che natura giuridica ha la responsabilità del medico?
Che cosa incombe sul medico provare ai fini della dimostrazione dell’assenza di colpa nel proprio operato?
Il paziente danneggiato che chiede il risarcimento ha esclusivamente l’onere di allegare l’inadempimento, o deve anche provarlo?
Atteso che l’ammalato-creditore è tenuto solo all’allegazione dell’inadempimento “qualificato”, cioè astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato, starà poi al debitore dimostrare che l’inadempimento non c’è stato, o che, pur esistendo, esso non è stato rilevante sotto il profilo eziologico?
In altri termini, incomberà sul medico la prova di avere esattamente realizzato la prestazione e quindi di aver osservato diligentemente l’obbligo di prestazione terapeutica?

Capitolo IV
Medico e paziente, le due parti del rapporto
1. Natura giuridica della prestazione del medico, il superamento dell’impostazione tradizionale
2. Il c.d. contratto di spedalità
3. La diligenza del medico nell’adempimento della sua prestazione professionale
3.1. Ruolo e responsabilità del dirigente sanitario
4. Responsabilità medica per dolo o con colpa grave
5. Un tema di scottante attualità: gli obblighi informativi
6. Il paziente e la capacità di prestare il consenso
7. Il Decreto Balduzzi e la restrizione della responsabilità
Questioni giurisprudenziali (ai quesiti è collegata una sentenza)
Avendo la responsabilità professionale del medico natura contrattuale, compete al paziente provare l’inadempimento dell’obbligo di informazione o, a fronte dell’allegazione di quest’ultimo circa il suddetto inadempimento, grava sul medico l’onere della prova di aver adempiuto a tale obbligazione?
Preso atto che l’infermiere è onerato di vigilare sul decorso post operatorio del paziente, ai fini di consentire, nel caso, l’intervento del medico. Ai fini della responsabilità penale assume rilievo l’esistenza o meno di autonomia decisionale da parte dell’infermiere?
È configurabile una responsabilità in capo al primario per l’opera prestata da altro medico in servizio presso il reparto?
È configurabile la responsabilità professionale, per violazione dell’obbligo di diligenza di cui all’articolo 1176, secondo comma, cod. civ., e del superiore dovere di “protezione” che grava sul medico, del sanitario che, non tenendo in adeguata considerazione una pregressa documentazione attestante l’esistenza di una grave patologia, rilasci ugualmente un certificato di buona salute del paziente, potenzialmente utilizzabile per un numero indeterminato di attività?
In ipotesi di colpa lieve, in che modo è configurabile la responsabilità professionale del medico?
Quando è configurabile il nesso causale tra il comportamento omissivo del medico ed il pregiudizio subito dal paziente?
L’obbligo di diligenza esige che qualora l’impiego di uno strumento diagnostico non dia risultati soddisfacenti si ricorra ad altri accertamenti?
Incorre in una violazione della diligenza il medico che, non disponendo di un dato strumento diagnostico, ometta di avviare il paziente alla struttura che ne sia provvista?
Il medico chiamato per un consulto ha gli stessi doveri professionali del medico che ha in carico il paziente presso un determinato reparto?
Può il medico allontanarsi dal reparto dove è ricoverato il paziente non potendosi ritenere esaurito il suo compito anche quando si chiede l’intervento di altro medico specializzato?
In ipotesi di cooperazione multidisciplinare può ciascun sanitario esimersi dal conoscere e valutare l’attività precedente o contestuale svolta da altro collega, sia pure specialista in altra disciplina?
Può ciascun sanitario esimersi dal controllarne la correttezza e, se del caso, porre rimedio ad errori altrui che siano evidenti e non settoriali?
Cosa si intende per principio di equivalenza delle cause?
Il medico ha l’obbligo di controllare la completezza e l’esattezza delle cartelle cliniche e del referto medico?
In mancanza si può configurare un difetto di diligenza ai sensi dell’art. 1176 c.c., comma 2 e un inesatto adempimento della sua corrispondente prestazione medica?
È corretto ricorrere al fatto notorio e a massime di comune esperienza allorché siano in gioco processi valutativi che implichino cognizioni particolari, come quelle della scienza odontoiatrica?
Qual è l’onere probatorio a carico del professionista a fronte di un’azione risarcitoria da responsabilità contrattuale?
Può individuarsi la colpa del medico che non si è fatto carico della necessità di dare supporto all’inesperienza della gestante, eseguendo egli stesso ulteriori accertamenti o consigliando ulteriore e specialistica assistenza medica?

Capitolo V
Ripartizione dell’onere probatorio

1. Responsabilità medica e onere della prova: il tema del danno iatrogeno
2. Il cd. danno iatrogeno
3. Ancora un cenno al Decreto Balduzzi
Questioni giurisprudenziali (ai quesiti è collegata una sentenza)
Quale il regime dell’onere della prova in tema di responsabilità medica?
In caso di prestazione professionale medico-chirurgica di “routine”, spetta al professionista superare la presunzione che le complicanze siano state determinate da omessa o insufficiente diligenza professionale o da imperizia, dimostrando che siano state, invece, prodotte da un evento imprevisto e imprevedibile secondo la diligenza qualificata in base alle conoscenze tecnico-scientifiche del momento?
Costituisce onere del medico, per evitare la condanna in sede risarcitoria, provare che l’insuccesso del suo intervento professionale è dipeso da fattori indipendenti dalla propria volontà e tale prova va fornita dimostrando di aver osservato nell’esecuzione della prestazione sanitaria la diligenza normalmente esigibile da un medico in possesso del medesimo grado di specializzazione?
Che cosa deve provare il paziente che agisce in giudizio deducendo l’inesatto adempimento dell’obbligazione sanitaria?
A quali fini rileva la distinzione tra prestazione di facile esecuzione e prestazione implicante la soluzione di problemi tecnici di particolare difficoltà?
In base al principio della vicinanza della prova, a chi spetta dimostrare che le trasfusioni effettuate sulla paziente fossero necessarie?
In tema di obblighi di informazione, è autonomamente risarcibile il danno consistente nella violazione del diritto all’autodeterminazione?
L’inosservanza di una normativa, del protocollo e delle linee guida delle leges artis, disposta proprio allo scopo di evitare rischi specifici, configura grave inadempimento contrattuale del medico per condotta commissiva ed omissiva, imputabile anche alla struttura sanitaria ai sensi dell’art. 1228 cod. civ.?
In caso di prestazione professionale cd. di routine spetta al professionista superare la presunzione che le complicanze sono state determinate da omessa o insufficiente diligenza professionale?
Spetta al professionista dimostrare che le complicanze sono sorte a causa di un evento imprevisto ed imprevedibile secondo la diligenza qualificata in base alle conoscenze tecnico-scientifiche del momento?
Incombe sul professionista l’obbligo di rendere edotto il paziente anche di rischi minimi cui va incontro sottoponendosi a quel determinato intervento?
Quali requisiti sono richiesti per qualificare una prestazione professionale di particolare difficoltà?
La responsabilità del professionista deve esser valutata con il criterio del dolo o colpa grave in caso di implicazione di problemi tecnici di speciale difficoltà?
Il medico deve valutare con prudenza e scrupolo i limiti della propria adeguatezza professionale, chiedendo, se ritenuto opportuno, un consulto?
Dove ritenuto opportuno, deve informare il paziente consigliandogli una struttura sanitaria più idonea?
L’obbligo della prestazione secondo le leges artis, che il professionista deve provare di aver rispettato, persiste per il chirurgo per tutte le fasi dell’intervento, anche per quelle post-operatorie?
La responsabilità dell’ente gestore del servizio sanitario, al pari del medico dipendente ospedaliero, deve qualificarsi contrattuale?
Il creditore che agisce per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno, ovvero per l’adempimento, può limitarsi ad allegare la circostanza dell’inadempimento di controparte?
In tema di responsabilità contrattuale dei sanitari e degli enti ospedalieri, una volta dimostrata la esistenza del contratto e l’inesatto adempimento della obbligazione sanitaria, è a carico dei debitori della prestazione l’onere di provare l’esatto adempimento?
È a carico di questi ultimi provare che gli esiti peggiorativi sono stati determinati da un evento imprevisto e imprevedibile?
Nel reato colposo omissivo improprio il rapporto di causalità tra omissione ed evento può ritenersi sussistente sulla base del solo coefficiente di probabilità statistica o deve essere verificato alla stregua di un giudizio di alta probabilità logica?
Il rigetto della domanda di risarcimento nei confronti di un medico può ritenersi sufficiente ad escludere la responsabilità del presidio ospedaliero?
Può configurarsi una responsabilità del presidio ospedaliero nel caso di insufficienza delle apparecchiature mediche presenti nello stesso per affrontare una prevedibile emergenza?
Può ravvisarsi responsabilità della struttura sanitaria nel ritardo nel trasferimento del paziente in un centro ospedaliero meglio attrezzato?

Capitolo VI
Nesso di causa, criteri interpretativi
1. Il nesso di causa tra orientamenti tradizionali e interpretazioni innovative
2. L’ipotesi della condotta omissiva
3. Il cd. danno da perdita di chances
Questioni giurisprudenziali (ai quesiti è collegata una sentenza)
Quale l’accertamento del nesso causale tra condotta ed evento richiesto, ai sensi dell’art. 40 c.p., per l’affermazione della penale responsabilità del medico-imputato?
Qualora la produzione di un evento dannoso possa eziologicamente ricondursi alla concomitanza della condotta del sanitario e del fattore naturale rappresentato dalla pregressa situazione patologica del danneggiato, il giudice, accertata – sul piano della causalità materiale – l’efficienza eziologica della condotta rispetto all’evento, così ascrivendo l’evento di danno interamente all’autore della condotta illecita, può poi procedere alla valutazione della diversa efficienza delle varie concause sul piano della causalità materiale, al fine di porre a carico dell’autore della condotta un obbligo risarcitorio che non ricomprenda anche le conseguenze dannose riconducibili alla pregressa situazione patologica del danneggiato?
Quando sia stata fornita la dimostrazione, anche in via presuntiva e di calcolo probabilistico, dell’esistenza di una chance di consecuzione di un vantaggio in relazione ad una determinata situazione giuridica, la perdita di tale chance è risarcibile come danno alla situazione giuridica di cui trattasi indipendentemente dalla dimostrazione che la concreta utilizzazione della chance avrebbe presuntivamente o probabilmente determinato la consecuzione del vantaggio, essendo sufficiente anche la sola possibilità di tale consecuzione?
Ai fini della concreta individuazione e quantificazione del danno, in che termini rileva l’idoneità della chance a determinare presuntivamente o probabilmente ovvero solo possibilmente la detta consecuzione?
È configurabile la sussistenza del nesso causale tra la responsabilità dei medici nella diagnosi ecografica di anencefalia del feto, rivelatasi errata a seguito di un successive esame, e la scelta di interruzione della gravidanza, cui la donna ha deciso di sottoporsi a seguito di quella diagnosi?
Premesso che sussiste a carico del medico l’obbligo di espletare l’attività professionale secondo canoni di diligenza e di perizia scientifica, il giudice, accertata l’omissione di tale attività, può ritenere, in assenza di altri fattori alternativi, che tale omissione sia stata causa dell’evento lesivo e che, per converso, la condotta doverosa, se fosse stata tenuta, avrebbe impedito il verificarsi dell’evento stesso?
In ragione della natura contrattuale del rapporto intercorrente tra paziente e I) enti e II) medici alle loro dipendenze, su chi incombe l’onere della prova che l’insuccesso non sia dipeso da mancanza di diligenza e, soprattutto, di perizia professionale specifica?
Nei confronti dell’imputato la sentenza penale irrevocabile di assoluzione pronunciata a seguito di dibattimento, ha efficacia di giudicato nel giudizio civile quando in questo si controverte intorno ad un diritto (nella specie il diritto al risarcimento del danno) il cui riconoscimento dipende dall’accertamento degli stessi fatti materiali che furono oggetto del giudizio penale?
Può il giudice civile accertare gli stessi fatti già accertati in sede penale?
Il soggetto gestore della struttura sanitaria risponde dei danni derivati al paziente da trattamenti sanitari praticati al paziente con colpa o dolo?
Il materiale probatorio acquisito nel processo penale e ritualmente introdotto in quello civile può essere valutato dal giudice del merito per la formazione del suo convincimento?
Nell’ambito dell’onus probandi, il medico deve dimostrare l’assenza di responsabilità a suo carico per l’esito infausto dell’intervento o della mancanza di quest’ultimo?
Che tipo di rapporto viene ad instaurarsi tra la casa di cura privata e il paziente?
La responsabilità che la casa di cura assume nei confronti di un paziente è responsabilità da inadempimento, in caso di esito negativo della prestazione eseguita?
È configurabile una responsabilità autonoma e diretta della struttura ospedaliera, ove il danno subito dal paziente risulti causalmente riconducibile all’inadempimento delle obbligazioni ad essa facenti carico?
Il debitore che, nell’adempimento dell’obbligazione, si avvale dell’opera di terzi risponde dei fatti dolosi o colposi di questi?
Della mancata redazione della cartella medica risponde la struttura sanitaria?
Nel caso in cui in una sentenza penale il giudice, dopo aver emesso sentenza di condanna generica al risarcimento del danno, nella quale non si è solo limitato a decidere sulla potenziale dannosità del fatto addebitato al soggetto condannato e sul nesso eziologico ma ha anche accertato e statuito sull’esistenza del danno e del relativo nesso causale con il comportamento del soggetto danneggiato, valgono, sul punto, i principi del giudicato?
Ai fini della configurazione della domanda risarcitoria da perdita di chance, quale incidenza deve avere l’errore professionale sull’aggravamento delle condizioni di salute del paziente e sulla sua morte?
Il mero accertamento della causalità materiale non giustifica l’affermazione di responsabilità neanche nel caso in cui la condotta posta in essere dal medico ha causato in parte l’evento morte?
È ammissibile il ricorso proposto, in tema di impugnazione della parte civile, volto ad ottenere la condanna dell’imputato al risarcimento del danno, anche nel caso di inammissibilità per mancanza dell’impugnazione del P.M.?
L’accertamento del nesso causale in ambito civile può basarsi su criteri conformi a quelli richiesti nel diritto penale?
Quale valore va attribuito, in sede di accertamento della responsabilità medica, alle leggi statistiche?

Capitolo VII
Risarcimento danni
1. Strumenti per la liquidazione del danno biologico
2. La risarcibilità del danno da perdita della vita
3. Il danno morale
4. La perdita del rapporto parentale
5. Quando la nascita è indesiderata. Profili di responsabilità medica
5.1. La normativa di riferimento
5.2. Strumenti di tutela accordati al padre
6. Il danno esistenziale
Questioni giurisprudenziali (ai quesiti è collegata una sentenza)
Quale danno deve essere risarcito in favore del genitore di persona (figlio minore) che abbia subito la paralisi ostetrica del braccio destro all’esito di errato intervento in sede di parto?
Deve tenersi conto ai fini della liquidazione del danno non patrimoniale della sofferenza (o patema d’animo) anche sotto il profilo della sua degenerazione in obiettivi profili relazionali?
Il danno non patrimoniale da lesione del diritto alla salute costituisce una categoria onnicomprensiva tale da contenere tutti i pregiudizi concretamente sofferti dal danneggiato? O il profilo morale mantiene una sua autonomia, anche alla luce di precisi riferimenti legislativi?
In che termini va risarcito il danno da “nascita indesiderata”, in caso di intervento di sterilizzazione tubarica mal condotto dal personale medico della struttura ospedaliera a cui la gestante si era rivolta per prevenire la nascita di un quarto figlio che avrebbe messo in difficoltà economiche la coppia ed ulteriormente compromesso le già precarie condizioni di salute dell’interessata? In che termini va inquadrata la responsabilità del presidio sanitario, avuto altresì riguardo al tema della responsabilità da consenso informato?
A seguito di un intervento di episiotomia per agevolare la fuoriuscita del neonato, in presenza di lesioni permanenti gravi, quali danni possono essere riconosciuti alla coppia?
È configurabile il danno patrimoniale in favore del figlio che riceveva elargizioni da parte della madre, deceduta a seguito dell’inadempimento del personale sanitario?

Capitolo VIII
La prescrizione del diritto al risarcimento del danno. Il cd. danno lungolatente
1. L’exordium praescriptionis nel caso di danno lungolatente
2. La conoscibilità dell’evento dannoso
2.1. (Segue) Il favor nei confronti del danneggiato. L’ampliamento della nozione di “fatto”
3. Limiti applicativi e problemi aperti
Questioni giurisprudenziali (ai quesiti è collegata una sentenza)
Quale il termine di prescrizione nella responsabilità medica?

Capitolo IX
La specificità delle singole professioni sanitarie e mediche
1. Il medico chirurgo
2. Il cardiologo
3. Professioni sanitarie infermieristiche e sanitario-ostetriche
Questioni giurisprudenziali (ai quesiti è collegata una sentenza)
Quale la responsabilità dell’anestesista che effettui l’intubazione di un paziente che presenti una particolare anomalia anatomica del retro faringe?
Vi è responsabilità per il chirurgo che effettui un intervento lesivo della integrità fisica della paziente ma che sia ritenuto indispensabile per salvarle la vita?
Quale la responsabilità del chirurgo plastico per aver sottoposto una paziente ad intervento chirurgico per rimediare ad un dismorfismo nasale (patologia bisognosa di correzione chirurgica), nel caso in cui la paziente, successivamente all’operazione, abbia accusato sintomi che la costringevano a rivolgersi nuovamente a struttura sanitaria dove le veniva diagnosticata una tubarite con deviazione del setto nasale?
Quale la responsabilità del medico a seguito dell’intervento di rinoplastica al quale si sia sottoposto il paziente ed in conseguenza del quale quest’ultimo, oltre a non aver risolto il problema estetico avuto di mira, aveva subito postumi invalidanti consistiti in disturbi respiratori?
Quale la responsabilità del medico che abbia effettuato una errata operazione di mastoplastica additiva cui si sia sottoposta la paziente per scopo estetico?
Vi è responsabilità del sanitario per non aver preventivato la complicanza di un intervento chirurgico e per non aver, di conseguenza, organizzato l’esecuzione dell’intervento stesso in una clinica adeguatamente attrezzata?
Quale la responsabilità dell’équipe medica?
Quale la responsabilità del medico che abbia effettuato un intervento chirurgico per l’innesto di una protesi all’anca a seguito del quale si sia favorita la slatentizzazione dell’infezione da HIV, accelerando il passaggio dalla fase di sieropositività a quella dell’AIDS conclamato del paziente?
Quale la responsabilità del medico a seguito dell’omessa rimozione di una garza dopo un intervento chirurgico?
Ha diritto la futura madre ad essere informata circa le condizioni di salute del nascituro?
Quale la responsabilità del ginecologo che abbia cagionato la sterilità irreversibile di una giovane donna anche avuto riguardo alle conseguenze negative di ordine psichico ed interrelazionale per la donna?
Quale la responsabilità del medico che ometta di sottoporre la gestante a tutti gli accertamenti necessari ad escludere malformazioni del feto quando nasca una bambina affetta da sindrome di Down?
Quale la responsabilità in ipotesi di infezione ospedaliera che cagioni la morte di alcuni pazienti?
Quali le responsabilità nel caso di contagio HCV da parte di un paziente emodializzato che, di conseguenza, deceda?
Quali le responsabilità del chirurgo nei confronti di un paziente che, sottopostosi ad un intervento chirurgico di espianto del rene per donarlo ad una terza persona, abbia riportato gravi sofferenze (spondilosi lombare, discopatia, stati depressivi e schizofrenia) cronicizzate, tali da impedirgli lo svolgimento di qualunque attività lavorativa?
Quale la responsabilità del medico nei confronti di un paziente che abbia riportato una grave incontinenza fecale, riconducibile – secondo quanto emerso in occasione di un nuovo intervento chirurgico (overlapping sfinterico) – ad errato intervento chirurgico (ulcera solitària rettale)?
Può un medico – obiettore di coscienza – rifiutarsi di visitare ed assistere una paziente che abbia effettuata una richiesta specifica di interruzione di gravidanza mediante somministrazione farmacologica?
Può un odontoiatra consentire ad una sua collaboratrice, che non abbia il diploma di igienista dentale, di effettuare un intervento di igiene dentale ad un paziente?
Quando un medico può invocare a suo favore l’applicazione dell’art. 2236 c.c.?
In tema di colpa professionale medica, quando si ha l’errore diagnostico?
Quale la responsabilità del medico senologo e dal medico radiologo in servizio presso una struttura per la prevenzione del tumore al seno che abbiano erroneamente escluso la presenza di un carcinoma mammario nei confronti di una loro paziente?
Quale il nesso di causa quando si lamenti che il decesso del paziente sia stato determinato, ed accelerato, dalla mancata diagnosi di una neoplasia ad opera del medico radiologo, in occasione di una sua lettura della radiografia?

Capitolo X
Profili penali
1. Le ragioni sottese all’approvazione dell’art. 3, comma 1, legge 8 novembre 2012 n. 158 e l’abolitio criminis parziale
2. La positivizzazione delle regole cautelari e l’introduzione del limite della colpa lieve
3. Primi passi per una colpa penale maggiormente selettiva
4. Strumenti di codificazione del sapere medico e tassatività del precetto colposo
5. Le linee guida ed il loro grado di vincolatività per il sanitario e per il giudice
6. Buone prassi accreditate e “colpa protocollare”
7. L’art. 3, comma 1, legge 8 novembre 2012 n. 189 ed i possibili profili di incostituzionalità
8. Il convitato di pietra della riforma: la responsabilità per carenze di struttura e di organizzazione
Questioni giurisprudenziali (ai quesiti è collegata una sentenza)
Il rinvio da parte del primario di un reparto di ginecologia di un parto cesareo già programmato come intervento urgente, non impedendo in tal modo l’interruzione della gravidanza della paziente ricoverata con una diagnosi di epatogestosi, può costituire colpa lieve?
Il consenso informato integra una scriminante dell’attività medica?
Sono fondati i dubbi di legittimità costituzionale del cd. Decreto Balduzzi?

» G. Cassano, Avvocato.

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