Novità Luglio 2013




LA RESPONSABILITA' E IL RISARCIMENTO NELLA PROPRIETA' E NEL POSSESSO


LA RESPONSABILITA' E IL RISARCIMENTO
NELLA PROPRIETA' E NEL POSSESSO

Aggiornata con la più recente giurisprudenza, questa nuova Opera esamina nel dettaglio i limiti, le responsabilità e relativi risarcimenti inerenti la proprietà e il possesso, per fornire le linee guida da adottare nella soluzione delle questioni processuali più frequenti e suggerire l'applicazione corretta delle procedure risarcitorie in caso di violazione dei diritti del danneggiato.

Dopo un'esposizione sintetica dei PRINCIPI che regolano gli istituti e una sezione con la CASISTICA, si illustrano, nel caso di PROPRIETÀ CONFINANTI, le varie azioni esperibili al fine di tutelare il danneggiato (azione di confine e diritto al ripristino); per la VIOLAZIONE del POSSESSO invece si analizza la responsabilità da spoglio e il diritto alla reintegrazione; per le nuove opere si presentano le azioni nunciatorie e la denuncia per il danno temuto; si chiariscono tutti gli aspetti giuridici e processuali che hanno ad oggetto le cosiddette zone di rispetto, le luci e vedute e infine la gestione delle acque.

Completato in appendice da un indice analitico degli argomenti, il Manuale è così strutturato:


Capitolo I – Responsabilità, tutela e risarcimento del danno
1.1. Generalità e rinvio
1.2. Riduzione in pristino e mero risarcimento dei danni: i differenti presupposti
1.3. Il danno conseguente alla violazione delle norme previste dal codice civile negli articoli che vanno dal 873 al 899 o da questi richiamate è in re ipsa?
1.4. Violazioni edilizie che non consentono l’azione di riduzione in pristino
1.5. La liquidazione in via equitativa del danno derivante dalla violazione delle norme di edilizia e di ornato pubblico
1.6. L’azione diretta a conseguire la riduzione in pristino comprende in sé l’azione di risarcimento del danno?
1.7. La legittimazione passiva nell’azione diretta ad ottenere il risarcimento del danno
1.8. La prescrizione del diritto al risarcimento del danno
1.9. Recente casistica residuale

Capitolo II – Responsabilità e tutela del danneggiato: le azioni di confine e il diritto al ripristino

2.1. Responsabilità e tutela del terzo danneggiato
2.2. L’oggetto dell’azione di regolamento di confini
2.3. Natura (reale) e imprescrittibilità dell’azione di regolamento di confini
2.4. Azione di regolamento di confini e legittimazione ad agire
2.5. I presupposti dell’azione di regolamento di confini
2.6. Azione di regolamento di confini e rilascio della porzione di terreno indebitamente occupata
2.7. Azione di regolamento di confini elementi di prova
2.8. Il confronto tra azione di regolamento di confini e altre azioni
2.9. Casistica giurisprudenziale relativa all’azione di regolamento di confini
2.10. L’azione di apposizione di termini
2.11. La violazione delle norme previste dal codice civile negli articoli che vanno dal 873 al 899 o da questi richiamate comportano tanto la tutela ripristinatoria quanto il risarcimento del danno
2.12. Riduzione in pristino, leggi speciali e convenzioni
2.13. La riduzione in pristino può consistere nella condanna all’arretramento
2.14. Applicazioni in ambito di riduzione in pristino: distanze tra costruzioni e apertura di vedute sul fondo del vicino
2.15. La fase esecutiva relativa alla riduzione in pristino

Capitolo III – Responsabilità e azioni a difesa del possesso
3.1. Responsabilità da spoglio e azione di reintegrazione
3.2. La responsabilità degli autori materiali e quella degli autori morali dell’intervenuto spoglio
3.3. La responsabilità nello spoglio tra violenza e clandestinità
3.4. La differenza esistente tra spoglio vero e proprio e mera turbativa
3.5. Chi può agire contro il responsabile?
3.6. Il termine annuale entro il quale l’azione di reintegrazione può essere esercitata
3.7. Necessità di un rapporto di fatto fra il possessore (o il detentore) e il bene (e insufficienza di un mero diritto di credito) quale presupposto per la tutela fornita dall’azione di reintegrazione
3.8. E se il responsabile propone l’eccezione fecit sed jure fecit?
3.9. Responsabilità ed oggetto dello spoglio
3.10. Azione di reintegrazione e compossesso
3.11. Azione di reintegrazione e successione ereditaria
3.12. Azione di reintegrazione e condominio
3.13. Azione di reintegrazione e rapporti coniugali
3.14. Correlazioni tra ricorso e provvedimento che decide la reintegrazione
3.15. Responsabilità e risarcimento del danno
3.16. Reintegrazione nei confronti della pubblica amministrazione
3.17. Responsabilità ed azione di manutenzione
3.18. La c.d. azione di manutenzione recuperatoria ex ultimo comma dell’articolo 1170 del codice civile
3.19. La molestia che legittima l’azione di manutenzione deve possedere un congruo ed apprezzabile contenuto di disturbo
3.20. Fattispecie concrete giurisprudenziali relative all’azione di manutenzione
3.21. Proposizione simultanea dell’azione di manutenzione e di quella di reintegrazione
3.22. Azione di manutenzione e distanze nelle costruzioni
3.23. Azione di manutenzione, immissioni e casistica residuale
3.24. Aspetti processuali relativi all’azione possessoria: quando la responsabilità è della pubblica amministrazione
3.25. Rapporti tra giudizio petitorio e giudizio possessorio
3.26. Revoca o modifica del provvedimento cautelare quando non sia stato proposto reclamo
3.27. La cauzione per l’eventuale risarcimento dei danni
3.28. L’attuazione del provvedimento possessorio
3.29. Il reclamo contro l’ordinanza con la quale è stato concesso o negato il provvedimento possessorio
3.30. La responsabilità penale: il reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice

Capitolo IV – Responsabilità ed azioni nunciatorie
4.1 Denuncia di nuova opera: può essere proposta dal titolare di
un diritto reale di godimento ovvero dal possessore
4.2. Quando può proporsi la denunzia di nuova opera?
4.3. La decisione dell’autorità giudiziaria: vietare la continuazione dell’opera ovvero autorizzarla (in entrambi i casi facoltizzata ad ordinare opportune cautele)
4.4. Caratteristiche precipue dell’azione di denunzia di nuova opera
4.5. Il diritto alla salute non è tutelabile con la denuncia di nuova opera
4.6. Ulteriori caratteristiche della denuncia di nuova opera
4.7. La denuncia di danno temuto
4.8. Aspetti processuali relativi alle azioni nunziatorie: giurisdizione e competenza

Capitolo V – Legislazione inderogabile e limiti alla proprietà
5.1. L’efficacia di legge dello Stato del decreto ministeriale n. 1444 del 2 aprile 1968
5.2. Distanze minime tra fabbricati
5.3. Ratio e pareti finestrate
5.3.1. Segue: casistica giurisprudenziale – scala, portico e muro divisorio
5.4. Cosa significa che “l’articolo 9 del decreto ministeriale n. 1444 del 2 aprile 1968 non è immediatamente operante nei rapporti tra i privati”?
5.5. Il disposto dell’articolo 9 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 e il c.d. principio di prevenzione
5.6. La possibilità per i comuni di prescrivere un distacco fra edifici che si fronteggiano maggiore rispetto a quello imposto dall’articolo 9 del decreto ministeriale n. 1444 del 2 aprile 1968
5.7. È legittimo il diniego di concessione edilizia motivato con il contrasto con l’art. 9 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444
5.8. La presenza di strada pubblica tra i due fondi non consente di derogare alla distanza minima stabilita dall’art. 9, d.m. 2 aprile 1968 tra pareti finestrate di edifici antistanti
5.9. L’articolo 9 del decreto ministeriale n. 1444 del 2 aprile 1968 si applica anche se gli edifici sono abusivi?
5.10. Inderogabilità della legislazione antisismica e competenza esclusiva dello Stato in materia

Capitolo VI – Zone di rispetto
6.1. La funzione delle c.d. zone di rispetto
6.2. L’ immediata efficacia e la natura delle zone di rispetto
6.3. Applicazioni: gli effetti della c.d. “accessione invertita” possono interessare anche le zone di rispetto
6.4. Le zone di rispetto attinenti al demanio stradale
6.5. Le zone di rispetto attinenti al demanio ferroviario
6.6. Le zone di rispetto attinenti agli aeroporti
6.7. Le zone di rispetto attinenti al demanio marittimo
6.8. Le zone di rispetto attinenti alle acque pubbliche
6.9. Zone di rispetto delle acque destinate al consumo umano
6.10. Il demanio storico-artistico
6.11. Le zone di rispetto attinenti al demanio archeologico: modalità ed estensione
6.12. Le zone di rispetto attinenti ai cimiteri
6.13. Le zone di rispetto attinenti alle opere militari – cc.dd. servitù militari
6.14. Le zone di rispetto attinenti alle zone di bosco distrutte o danneggiate dal fuoco

Capitolo VII – Luci e vedute
7.1. Aperture, luci e vedute
7.2. Come si distingue una luce da una veduta?
7.3. Impossibilità di altre tipologie di apertura (tertium non datur)
7.4. Vedute dirette, balconi, vedute laterali od oblique e distanze legali quali limitazioni alla proprietà per ragioni di vicinato
7.5. La misurazione delle distanze dalle vedute
7.6. Il terzo comma dell’articolo 905 del codice civile e la pubblica via collocata tra i fondi vicini
7.7. Qual è la ratio sottesa alla normativa sulle distanze da osservare nell’apertura delle vedute e nella costruzione in fondi limitrofi ad edifici con vedute?
7.8. La prospectio, in particolare
7.9. La destinazione permanente e normale dell’opera
7.10. Distanza per l’apertura di vedute e sua misurazione
7.11. L’articolo 907 del codice civile e la distanza delle costruzioni delle vedute
7.12. Le luci

Capitolo VIII – La responsabilità nella gestione delle acque
8.1. La costruzione dei tetti è influenzata dallo scarico delle acque piovane
8.2. Il proprietario del suolo ha il diritto di utilizzare le acque in esso esistenti?
8.3. L’apertura di nuove sorgenti e le altre nuove opere attinenti alla gestione delle acque
8.4. Il fondo inferiore è soggetto a ricevere le acque che dal fondo più elevato scolano naturalmente?
8.5. Riparazione di sponde e argini, rimozioni di ingombri
8.6. I consorzi volontari tra proprietari di fondi vicini che vogliano riunire e usare in comune le acque defluenti dal medesimo bacino di alimentazione o da bacini contigui

» R. Mazzon, Avvocato Cassazionista.

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