VALUTAZIONE DEI RISCHI E NUOVE PROCEDURE STANDARDIZZATE
Novità febbraio 2013

VALUTAZIONE DEI RISCHI E NUOVE PROCEDURE STANDARDIZZATE
Cosa cambia dopo il D.M. 30 Novembre 2012
Aggiornato con la Legge di stabilità 2013
(L. 24 dicembre 2012 n.228)


Con Software di verifica della conformità
su Cd-Rom


Indispensabile strumento per la redazione dettagliata del Documento di Valutazione dei Rischi, sia in forma ordinaria che tramite le nuove procedure standardizzate il volume analizza tutti gli obblighi connessi alla valutazione e all'individuazione delle misure di tutela, dalla conformità normativa agli aspetti gestionali.

Aggiornata con la Legge di stabilità 2013 (L. 24 Dicembre 2012 n. 228), che ha prorogato al 30 Giugno 2013 la possibilità, per le imprese che occupano fino a 10 lavoratori, di ricorrere all’autocertificazione dell’avvenuta valutazione dei rischi, l’opera offre una chiave di lettura organica delle diverse fattispecie normative analizzando, inoltre, la procedura standardizzata approvata con Decreto del Ministero del Lavoro il 30 Novembre 2012 che entrerà in vigore dal 4 Febbraio 2013.

Ricco di esempi pratici, della principale modulistica di riferimento, di questionari e check-list per la valutazione, il manuale è inoltre corredato da un SOFTWARE SU CD-ROM che consente a ciascun datore di lavoro di verificare, in maniera semplice ed intuitiva, il livello di conformità sia legale che normativa connessa alla gestione della valutazione dei rischi.

L'Opera è così strutturata:

Titolo I
Il processo di valutazione dei rischi aziendali: contenuti e modalità di esecuzione
1 Orientamenti generali
1 Campo di applicazione
2 Significato della valutazione
3 La soggettività nel valutare
4 Valutazione semplificata e primi approcci alla valutazione
5 Chi concorre alla valutazione

2 Procedimento per la conduzione della valutazione dei rischi
1 Individuazione delle aree omogenee
2 Analisi e censimento dei pericoli
3 Individuazione delle mansioni rappresentative
4 Analisi e valutazione dei rischi
4.1 Verifica dell’effettiva presenza delle condizioni di rischio
4.2 Strumenti di base per l’analisi
4.3 Analisi di rischio per mansione (JSA)

3 Rassegna dei pericoli e dei rischi lavorativi: classificazione e definizioni
1 Definizione e classificazione dei pericoli
1.1 Pericoli ordinari o “generici”
1.2 Pericoli ergonomici
1.3 Pericoli specifici
1.4 Pericoli di processo
1.5 Pericoli organizzativi
2 Definizione e classificazione dei lavoratori esposti
2.1 Categorie principali di lavoratori esposti
2.2 Soggetti con limitazioni permanenti o temporanee
3 Definizione e classificazione generale dei rischi
3.1 Generalità
3.2 Categorie di rischio
3.3 Rischi ordinari
3.4 Rischi ergonomici
3.5 Rischi specifici
3.6 Rischi di processo
3.7 Rischi organizzativi
4 Definizione e classificazione delle misure di tutela
4.1 Misure tecniche
4.2 Misure organizzative
4.3 Misure procedurali
4.4 Misure di protezione personale
5 Rassegna dei rischi lavorativi negli ambienti di lavoro
5.1 Rischi per la sicurezza
5.2 Rischi per la salute
5.3 Rischi per la sicurezza e la salute

Titolo II
Tecniche e procedure per la valutazione dei rischi
1 La valutazione dei rischi in forma ordinaria
1 Obiettivi della valutazione dei rischi
1.1 Criteri generali
1.2 Fasi preliminari
1.3 Metodologia
1.3.1 Identificazione dei fattori di rischio
1.3.2 Identificazione dei lavoratori esposti
1.3.3 Stima dell’entità delle esposizioni ai pericoli
1.3.4 Stima della gravità e della probabilità degli effetti
1.3.5 Programmazione o messa in atto delle misure di prevenzione
2 Contenuti del documento sulla valutazione dei rischi
3 Strumenti e procedure per la “datazione” del documento di valutazione dei rischi
4 Esempi di situazioni e di attività lavorative che richiedono una valutazione dei rischi
5 Schema di documento di valutazione dei rischi in forma ordinaria
5.1 Dati generali dell’azienda
5.1.1 Dati identificativi dell’azienda/amministrazione
5.1.2 Dati identificativi dell’unità produttiva/sede di lavoro
5.1.3 Organigramma funzionale dell’azienda/amministrazione
5.1.4 Ruoli e responsabilità per la sicurezza dell’unità produttiva/ sede di lavoro
5.1.5 Personale in forza presso l’unità produttiva/sede di lavoro
5.1.6 Caratterizzazione dei luoghi di lavoro dell’unità produttiva/ sede di lavoro
5.2 Descrizione dell’attività
5.3 Obiettivi e scopi
5.4 Contenuti
5.5 Definizioni ricorrenti
5.6 Considerazioni generali
5.7 Obblighi del datore di lavoro
5.8 Obblighi dei preposti
5.9 Obblighi dei lavoratori
5.10 Misure generali di tutela
5.11 Considerazioni generali sul processo valutativo adottato
5.12 Metodologia e criteri adottati
5.13 Analisi e valutazione dei rischi
5.14 Conservazione del documento
5.15 Normativa di riferimento
5.16 Sottoscrizione del documento

2 Le procedure standardizzate per la valutazione dei rischi
1. Premessa
2 Campo di applicazione
3 Compiti e responsabilità
4 Istruzioni operative
4.1 1° Passo: Descrizione dell’azienda, del ciclo lavorativo/attività e delle mansioni
4.2 2° Passo: Individuazione dei pericoli presenti in azienda
4.3 3° Passo: Valutazione dei rischi associati ai pericoli individuati e identificazione delle misure attuate
4.4 4° Passo: Definizione del programma di miglioramento
5 Schema della procedura standardizzata
6 Modello per la redazione del documento di valutazione dei rischi secondo la procedura standardizzata
7. Strumenti di supporto alla valutazione
7.1 Check-list di valutazione
7.1.1 D ati relativi al datore di lavoro
7.1.2 D ati relativi ai lavoratori
7.1.3 Richiesta documentazione da produrre in fotocopia
7.1.4 Rischi per l’integrità fisica (infortunio)
7.1.5 Rischi per la salute (malattie professionali)
7.1.6 Organizzazione del lavoro
7.1.7 Scheda di monitoraggio
8 Fasi lavorative, profili di rischio e misure di tutela
8.1 Profili di rischio nel settore dell’ABBIGLIAMENTO
8.2 Profili di rischio nel settore degli ACCONCIATORI
8.3 Profili di rischio nel settore degli ALBERGHI
8.4 Profili di rischio nel settore delle ANALISI CHIMICHE
8.5 Profili di rischio nel settore delle AUTOCARROZZERIE
8.6 Profili di rischio nel settore dei DISTRIBUTORI DI CARBURANTE
8.7 Profili di rischio nel settore dei BAR
8.8 Profili di rischio nel settore del COMMERCIO AL DETTAGLIO ALIMENTARI
8.9 Profili di rischio nel settore del COMMERCIO AL DETTAGLIO NON ALIMENTARI
8.10 Profili di rischio nel settore del COMMERCIO ALL’INGROSSO
8.11 Profili di rischio nel settore delle MACELLERIE
8.12 Profili di rischio nel settore dei RISTORANTI E PIZZERIE
8.13 Profili di rischio nel settore degli UFFICI
8.14 Profili di rischio nel settore dei SUPERMERCATI
8.15 Profili di rischio nel settore dei CONCESSIONARI AUTO CON AUTOFFICINA
8.16 Profili di rischio nel settore degli STABILIMENTI BALNEARI
8.17 Profili di rischio nel settore delle GELATERIE
8.18 Profili di rischio nel settore delle PASTICCERIE

3 La valutazione dei rischi interferenziali
1 Obblighi del datore di lavoro in caso di affidamento di lavori, servizi o forniture
2. Il documento unico di valutazione dei rischi da interferenze
3 Esistenza di “interferenze” e il conseguente obbligo di redazione del DUVRI
4 Valutazione del rischio da interferenza
5 Tabella dei soggetti coinvolti e delle relative azioni da realizzarsi per l’elaborazione del DUVRI per gli appalti di servizi, forniture, somministrazione di lavoro e lavori
6 Appalto di lavori che comportano la redazione del piano di sicurezza e coordinamento
7 Contratti di somministrazione di lavoro
8 Appalto in concessione
9 Valutazione dei costi della sicurezza
10 Costi della sicurezza da non assoggettare a ribasso
11 La verifica tecnico-professionale delle imprese e dei lavoratori autonomi secondo il Testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro
12 Modello di documento di valutazione dei rischi interferenziali
12.1 Dati generali dell’azienda
12.2 Premessa
12.3 Descrizione delle attività oggetto di appalto
12.4 Rischi specifici dell’ambiente di lavoro
12.5 Rischi di interferenza
12.6 Costi della sicurezza
12.7 Conclusioni

4 La valutazione dei rischi da stress lavoro-correlato
1 Indicazioni metodologiche per la valutazione dello stress lavoro-correlato
1.1 Il valore delle indicazioni metodologiche
1.2 Riferimenti normativi
1.3 Gruppi omogenei di lavoratori
1.4 Indicatori e fattori
1.5 Consulenze esterne
1.6 Passaggi del processo di valutazione
1.6.1 Raccolta dei dati sugli indicatori e sui fattori
1.6.2 Utilizzo di liste di controllo (check-list)
1.6.3 Esito della valutazione
1.6.4 Valutazione approfondita
1.6.5 Adozione delle misure di intervento
1.6.6 Formalizzazione dei risultati nel Documento di valutazione dei rischi e monitoraggio
1.6.7 Sorveglianza sanitaria
2 Valutazione preliminare: utilizzo degli indicatori oggettivi di stres
2.1 Premessa
2.2 Check-list
2.3 Identificazione della condizione di rischio
2.4 Totale punteggio rischio e azioni correttive
3. Valutazione approfondita: utilizzo degli indicatori soggettivi di stress

Titolo III
Casi, quesiti e soluzioni
1 Nella mia qualità di datore di lavoro di una piccola impresa, vorrei sapere quali devono essere gli obiettivi di miglioramento aziendale di cui devo tener conto nell’ambito del processo di valutazione dei rischi
2 Esistono dei criteri o delle indicazioni oggettive che devono essere contemplate nella valutazione dei rischi?
3 Esistono delle modalità semplificate che possono essere utilizzate per condurre la valutazione dei rischi in una piccola impresa?
4 Devo condurre la valutazione dei rischi nella mia azienda. Come posso valutare il rischio di incidenti? Devo a tal fine utilizzare stime o statistiche specifiche?
5 Nel documento di valutazione dei rischi devo sempre indicare la nomina del medico competente?
6 L’obbligo di valutare i rischi aziendali ricade unicamente sul datore di lavoro? Può, questi, avvalersi o utilizzare competenze esterne?
7 Devo predisporre il documento di valutazione dei rischi aziendali e per la mia azienda è troppo costoso ricorrere a consulenti esterni. Vorrei sapere quali sono i passaggi che devo compiere e quali sono le varie fasi del processo valutativo
8 Quali sono i principali pericoli che devo prendere in considerazione nell’ambito della valutazione dei rischi?
9 Esistono dei pericoli di natura ergonomica che devono essere presi in considerazione nel documento di valutazione dei rischi? Se sì quali sono?
10 Quali sono i pericoli specifici da valutare e prevenire nel sistema aziendale della sicurezza sul lavoro?
11 Si può ritenere esistente il pericolo di assunzione per inalazione nel caso in cui le concentrazioni siano inferiori ai TLV7?
12 Come si determina il pericolo derivante dall’esposizione al rumore? Quali sono i criteri per determinarlo?
13 Il mio consulente sostiene che nella valutazione dei rischi debbano essere considerati anche i pericoli di processo. È vero? Se sì, quali sono e come si valutano?
14 Come si configura e come si valuta il pericolo di rilascio di sostanze tossiche e quello derivante dal rilascio di energia termica?
15 Come si configurano e come si valutano il pericolo di incendio e quello di esplosione?
16 Cosa si intende per pericoli organizzativi? Come si valutano e come si prevengono?
17 Esistono delle particolari categorie più sensibili ai rischi che devono trovare una maggiore attenzione nell’ambito della valutazione dei rischi?
18 Ho appena terminato di valutare i rischi della mia azienda. Posso considerare conclusi i miei compiti o devo compiere altri passaggi?
19 Se dalla valutazione dei rischi aziendali emerge l’esistenza di fonti di pericolo, quali sono i passaggi che devo compiere? Come devo procedere? Devo nominare il medico competente?
20 Può fornirmi delle indicazioni per aiutarmi a svolgere il processo di valutazione dei rischi? Come posso rappresentare in un documento lo stato reale delle condizioni di lavoro della mia azienda?
21 Esistono degli elementi o delle indicazioni per aiutarmi nell’identificazione dei fattori di rischio aziendali? Esistono dei metodi utilizzabili al riguardo?
22 Risponde al vero che nella valutazione dei rischi deve essere ricompresa anche quella dello stress lavorativo? La norma è già in vigore?
23 Come deve essere condotta la valutazione dello stress?
24 Su chi ricade la responsabilità dello stress-lavoro-correlato? Sul datore di lavoro? Se sì, come può il datore di lavoro svolgere da solo tale valutazione? Come deve fare?
25 La valutazione dello stress lavoro-correlato ricomprende anche tutti i rischi psicosociali. Che differenza c’è con il mobbing?
26 Che differenza intercorre tra lo stress lavorativo e la vera e propria violenza nel posto di lavoro, che magari produce stress?
27 La valutazione dello stress lavorativo deve essere condotta singolarmente per ciascun lavoratore?
28 La valutazione dello stress deve essere condotta sempre o solo nei casi in cui questo possa incidere sulla sicurezza?
29 Lo stress lavorativo è una condizione puramente soggettiva. Anche la valutazione dello stress deve essere condotta in maniera soggettiva?
30 Esistono degli indicatori oggettivi di potenziale stress?
31 Come si conduce la valutazione dei rischi derivanti da stress lavorativo in mancanza di particolari elementi o indicatori oggettivi di stress?
32 Come si conduce la valutazione dello stress qualora vi siano in azienda determinati fattori che possono denotare la presenza di stress nel luogo di lavoro?
33 Sono titolare di una media azienda di servizi. All’esito del procedimento di valutazione dei rischi è emerso che alcuni dipendenti manifestavano evidenti problemi di stress lavorativo. Cosa devo fare? Quali misure devo prevedere?
34 A seguito del processo di valutazione dei rischi in azienda sono emerse alcune aree di criticità e dei pericoli. Quali sono i passaggi che devo compiere e cosa devo evidenziare nel documento di valutazione?
35 Quali sono i casi in cui, a seguito della valutazione, è opportuno il ricorso a misure di igiene industriale o a criteri valutativi più specifici? La normativa vigente fornisce in proposito delle indicazioni puntuali?
36 Sono un piccolo imprenditore del settore tessile. Quali sono le misure generali di tutela che devono essere ricomprese nel documento di valutazione dei rischi?
37 È possibile avere un esempio pratico di quali devono essere le azioni da intraprendere in seguito alla conclusione della valutazione dei rischi?
38 Quali sono i criteri di redazione del documento di valutazione dei rischi?
39 Ho appena redatto il documento di valutazione dei rischi. Dove deve essere custodito?
40 È ancora valida la possibilità di non redigere il documento di valutazione dei rischi per le piccole imprese? Esistono dei criteri dimensionali d’impresa per rendere possibile tale esclusione?
41 Ho appena aperto un’attività commerciale. Quanti giorni ho per procedere alla valutazione dei rischi?
42 Ho sentito parlare della necessità di apporre la data certa al documento di valutazione dei rischi. Come si fa in pratica? Esistono delle alternative?
43 È sempre obbligatoria la data certa nel documento di valutazione dei rischi? Esistono delle esenzioni?
46 Può riportarmi degli esempi di situazioni e di attività lavorative che richiedono una valutazione dei rischi?
45 Un’azienda esercente attività di trasporto e facchinaggio esplica servizi per conto di tre aziende appaltanti in tre depositi di stoccaggio merci diversi. Quanti DVR deve redigere?
46 Il lavoratore proprietario di una ditta individuale con un figlio come coadiuvante, ai fini del testo unico 81/08, è equiparato a un impresa con meno di 10 dipendenti e quindi con tutti gli oneri che ne derivano, o è equiparato a un lavoratore autonomo, e quindi non redige il POS, non redige il DVR, non nomina il medico competente, non nomina RSPP e RLS, ecc.?
47 In caso di trasferimento di sede in un’altra struttura, qual è il tempo massimo entro cui bisogna eseguire la valutazione dei rischi e produrre un nuovo DVR? Per l’occasione, vorrei adottare una nuova struttura di documento, diversa dalla precedente, in modo che risulti più aderente all’attuale normativa. Ci sono controindicazioni al riguardo? Per quanto tempo è necessario conservare le precedenti versioni?
48 Rispetto all’obbligatorietà imposta dal d.lgs. 81/08 di strutturare un DVR all’interno di ogni organizzazione che abbia almeno un dipendente, esiste una categoria che si possa sentire esclusa? In una Snc che ha un’officina nella quale lavorano solo i due titolari, quali sono gli obblighi rispetto allo stesso decreto?
49 Nel caso di un lavoro edile, ad esempio la realizzazione della pavimentazione di una rampa in (circa 2000 mq) per la quale il comune non ha richiesto nessun documento (né DIA né permesso di costruire), affidato a una sola azienda, il committente o il responsabile dei lavori devono ottemperare solo all’articolo 90, comma 9; non è richiesto DUVRI, POS o DVR per lo specifico cantiere, solo il rispetto di quanto riportato dagli articoli 95 e 96. Se l’azienda subappalta a uno o più lavoratori autonomi deve rispettare anche l’articolo 97. È corretta la mia interpretazione?
50 Con l’entrata in vigore del d.lgs. 81/08 le aziende devono procedere alla valutazione dei rischi. La normativa sulla sicurezza prevede un periodo transitorio per le aziende al di sotto dei 10 dipendenti in cui possono anche non ottemperare alla normativa sulla sicurezza e in particolare alla predisposizione del documento di valutazione dei rischi limitandosi a predisporre questa autocertificazione? Nel caso l’azienda ottemperi all’adempimento dell’autocertificazione, ma di fatto non provveda alla valutazione dei rischi, è in regola con la normativa sulla sicurezza? In caso di eventuali controlli, è soggetta a sanzione?
51 Quali sono i nuovi criteri stabiliti dal Testo unico a cui deve essere adeguato il Documento di valutazione dei rischi?
52 Quando il datore di lavoro può ricorrere all’autocertificazione
53 In caso di nuova attività, quando deve essere effettuata la valutazione dei rischi?

P. Masciocchi,
Avvocato, Direttore del Settore Sicurezza sul lavoro di Confcommercio e componente della Commissione consultiva del Ministero del Lavoro.

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